Nel teatro della tecnologia, dove i titani del silicio si contendono il dominio del futuro, Meta ha estratto dalla manica un asso inatteso: Iris, il chip AI che a settembre entrerà in produzione presso gli stabilimenti TSMC, segnando una svolta nel programma MTIA (Meta Training and Inference Accelerators). È la quarta generazione di un progetto nato nel silenzio dei laboratori e presentato al mondo nel marzo 2026, quando Mark Zuckerberg svelò una roadmap ambiziosa: quattro generazioni di chip, una ogni sei mesi, fino al 2027.
Il test di Iris è durato sei settimane — un battito di ciglia nel tempo geologico dell’ingegneria dei semiconduttori — e non ha rivelato criticità significative. Un memo interno, esaminato da Reuters, conferma che il chip è pronto per la produzione di massa. Broadcom ha curato il design, TSMC la manifattura: un tandem collaudato che già serve Google per i Tensor Processing Units e OpenAI per il chip Jalapeno, svelato lo scorso 24 giugno.
I numeri fanno girare la testa. Meta punta a 7 gigawatt di capacità computazionale entro fine 2026, per poi raddoppiare a 14 gigawatt nel 2027 — energia sufficiente ad alimentare oltre 11 milioni di abitazioni. Il budget per l’infrastruttura AI nel solo 2026 tocca i 145 miliardi di dollari, una cifra che trasforma il concetto stesso di “investimento tecnologico” in qualcosa di più simile al PIL di un piccolo Stato.
Iris non nasce per detronizzare Nvidia o AMD. Meta continua a investire massicciamente nelle GPU dei due colossi. Il chip è piuttosto un supplemento strategico, ottimizzato per i sistemi di ranking, raccomandazione e le funzionalità di AI generativa che pervadono Facebook, Instagram e WhatsApp. È la risposta pragmatica di chi ha capito che dipendere da un unico fornitore, per quanto eccellente, è un lusso che nessuna azienda da trilioni può più permettersi.
Il cammino non è stato privo di inciampi. Il predecessore di Iris, il chip Olympus per il training, è stato abbandonato a febbraio 2026 per problemi di stabilità. Un fallimento che, paradossalmente, ha reso Iris più forte: le lezioni apprese hanno affinato il progetto e concentrato le risorse dove potevano generare valore reale. Come un alchimista che, dopo aver bruciato l’oro, impara finalmente a fonderlo.
Il panorama che si delinea è quello di una frammentazione creativa del mercato dei chip AI. Broadcom si ritrova nel ruolo di architetto universale, progettando silicio per tre dei cinque principali programmi di chip personalizzati al mondo. Google, Meta e OpenAI percorrono strade parallele verso l’indipendenza computazionale, ciascuna con la propria visione, tutte convergenti su un punto: il futuro dell’intelligenza artificiale non può essere ostaggio di una singola catena di fornitura.
Fonti:
- Meta’s Iris AI Chip Enters Production in September — Let’s Data Science
- Meta to start production of Iris AI chip in September 2026 — Yahoo Finance
- Meta could start production of Iris AI chip in September — Data Center Dynamics


















