Cloudflare ha chiuso il secondo trimestre 2026 con numeri che raccontano una storia più grande dei ricavi. 696,1 milioni di dollari, in crescita del 36% anno su anno. Ma il dato che conta davvero è un altro: oltre il 50% del traffico che attraversa la rete di Cloudflare non è più generato da esseri umani. Sono agenti AI, bot, sistemi automatizzati che interrogano API, scansionano contenuti, eseguono transazioni. L’internet come lo conoscevamo — persone che visitano siti — sta diventando minoritario.
Matthew Prince, CEO di Cloudflare, non gira intorno al punto: «Siamo di fronte a un cambio di paradigma nel modo in cui Internet viene usato, con sempre più traffico che si muove da macchina a macchina.» Non è retorica da earnings call. È la base su cui l’azienda sta ricostruendo il proprio modello di business, con prodotti come il Monetization Gateway e Cloudflare.pay pensati per definire i modelli economici della prossima generazione di Internet.
I numeri dell’ecosistema sviluppatori sono impressionanti. La piattaforma Workers ha superato i 7,4 milioni di sviluppatori, con quasi 2 milioni aggiunti nel solo Q2 2026 — più di tutti quelli acquisiti nell’intero 2025. È il segnale che chi costruisce l’infrastruttura per gli agenti AI sta scegliendo Cloudflare come base operativa.
Sul fronte enterprise, 4.698 clienti spendono oltre 100.000 dollari l’anno, con un incremento del 27% anno su anno e un record di 986 nuovi clienti enterprise negli ultimi 12 mesi. Il tasso di retention netto basato sul dollaro ha toccato il 120%, in crescita sia trimestrale che annuale. Tradotto: i clienti esistenti spendono sempre di più, non di meno.
Ma Cloudflare non sta giocando la stessa partita dei colossi AI. Mentre Meta, Google e Microsoft bruciano decine di miliardi in GPU e data center, Prince ha dichiarato esplicitamente di voler evitare la «corsa agli armamenti del CapEx AI». La strategia è diversa: scheduling efficiente delle risorse che, secondo il management, garantisce un utilizzo fino a 10 volte superiore rispetto agli hyperscaler. Meno ferro, più intelligenza nell’allocazione.
L’acquisizione di VoidZero per 164,2 milioni di dollari rafforza la strategia. Un investimento mirato nell’infrastruttura per sviluppatori, non nei modelli AI stessi. Cloudflare vuole essere il terreno su cui gli agenti corrono, non il cervello che li anima. Una distinzione sottile ma strategicamente cruciale.
Il rovescio della medaglia è la ristrutturazione. L’azienda ha tagliato circa il 20% della forza lavoro, con oneri di ristrutturazione di 151 milioni di dollari nel trimestre. Il CFO Thomas Seifert ha precisato che, escludendo questi costi straordinari, la perdita netta GAAP sarebbe stata di soli 18 milioni — praticamente al breakeven. L’obiettivo della redditività GAAP piena, fissato per il 2028, è «in anticipo sulla tabella di marcia».
La distribuzione geografica dei ricavi mostra una crescita equilibrata: Stati Uniti al 51% (+41% YoY), EMEA al 27% (+30%), Asia-Pacifico al 14% (+32%). Nessuna regione trascurata, nessuna dipendenza eccessiva da un singolo mercato.
Con Cloudflare OS, l’azienda sta espandendo la propria portata oltre gli sviluppatori, puntando a utenti non tecnici — finance, legal, procurement — con accesso sicuro e controllato agli strumenti AI. La visione è chiara: non vendere AI, ma vendere sicurezza, controllo e monetizzazione dell’AI che altri costruiscono.
La guidance per il 2026 completo parla di ricavi tra 2,864 e 2,870 miliardi di dollari. Il Q3 è atteso tra 736 e 737 milioni. Gli investitori hanno risposto con rialzi nel pre-market. Ma la vera scommessa di Cloudflare non è sui prossimi trimestri: è sull’idea che l’Internet del futuro sarà popolato più da agenti che da persone, e che chi controlla l’infrastruttura su cui questi agenti operano controlla il gioco.
Fonti:
- Cloudflare Q2 2026 Earnings Call Highlights — Yahoo Finance
- Cloudflare Q2 2026: agentic internet drives 36% revenue growth — Investing.com
- Cloudflare Jumps As AI Traffic Lifts Its Internet Edge Story — TechBooky












