Si naviga per l’intricata rete di labirinti digitali o si esplora il vasto mare delle informazioni in rete, e un fatto persiste saldo come una rocca: la password è il portone d’accesso al nostro intimus online. Eppure, quando ci si trincera dietro le solide mura del proprio browser prediletto, spesso accade di non badare troppo a come quel portone venga custodito in castello. Microsoft Edge ha scelto un approccio che divide critici e fautori, tenendo le credenziali segnate con l’inchiostro invece che nell’oro del criptaggio.
Naviga qualunque utente su quella pagina recondita e, dimentico, lascia la chiave sotto il tappetino. Eppure Edge carpisce quel frammento intimo senza l’ombrello di un criptato, anzi lo esibisce in tutto il suo chiaroscuro nella memoria RAM, pur dissolvendosi al calar dell’ultima visita. Non è ingenuità, ma una scelta precisa dettata da pragmatismo.
ZDNet e gli altri osservano sospettosi quel portiere non sigillato. Eppure Edge ripete con fermezza: ‘Niente paura! La mia porta resta aperta poco, solo finché tu la manovri’. Così ragionano i tecnici di Redmond, tra l’infausto destino del fuggiasco eternamente incalzato e il ghibellino senno dell’armatura che si semplifica per usabilità.
Insomma, Edge cavalca un’ardita via di mezzo: spedito come un guerriero nel primo assalto per poi ritirarsi indietro a scudi levati. È un compromesso che sa di guerra digitale, dove chi vince è sempre il nemico furtivo dell’hacking.
Fonti:
- Why Edge stores your passwords in plaintext, according to Microsoft — ZDNet
- Il browser Microsoft Edge gestisce in chiaro le password in memoria — Macitynet
- Microsoft Edge, le password sono leggibili nella memoria RAM — Punto Informatico
- Le password salvate in Edge finiscono in chiaro nella memoria del PC. Per Microsoft è un comportamento “by design” — DDay.it























